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2Giugno, 2008

Soundtrack:What if/ Coldplay 

 

Non avete partecipato in massa. Me lo aspettavo.

Non avete scavato nel profondo per capire quale immagine evochi il cerchio, era banale. Forse noioso.

L’espressione in questione è: chiudere il cerchio.

In realtà tutto nasce da una stonatura, o almeno quella che io ritengo tale. Generalmente lo dice chi pensa che dopo questa apparizione provvida, tutto cambi, potendosi finalmente donare ad una esistenza limpida e consapevole. Come a dichiarare apertamente che un ciclo si è concluso. Come a mettere insieme i tasselli della propria esistenza (per lo più una manciata di anni) e giustapporli per verificare connessioni e generare cambiamenti.

Ammè i cerchi non si sono mai chiusi!

Eppure ho cercato di chiuderli, mi parevo Giotto, ma mi sono venute sempre delle forme bozzute, insopportabili. Sarrà che non ho letto Proust, la recherche, intendo, (come dicono quelli colti), per cui non ho il senso del tempo come circolarità. Sarrà che il cerchio come curva mi pare banale nella sua perfezione, per cui ha per me scarso interesse.

Penso però che, se proprio devo trovare una metafora, tutto ciò che faccio assomigli di + a segnali morse, in quanto dicono meglio chi sono e dove vado. Sarrà che so stitico ed ho sempre cagato segni e lineette e virgole che procedono progressivamente, almeno a me pare. Una specie di alfabeto personalissimo, che giustamente interpretato, possa spiegare bene e con chiarezza; senza avere la presunzione di una congiunzione finale, se non alla fine dei tempi.

Il tempo dei tempi intendo.

Ma tu, invece, pensi veramente che la tua vita assomigli a miliardi di porzioni circoscritte? Veramente il senso della tua vita è rappresentato da compartimenti stagni conclusi? E da quanti cerchi è fatta una vita? Ma poi si possono incastrare uno dentro l’altro come la matrioska? O rimangono a sorvolare il testone spettinato di ognuno come un’emicrania?

 

-          sai ho un cerchio alla testa, mi si è appena concluso un ciclo vitale - 

 

La geometria in effetti è chiara: Il cerchio è quella porzione di piano delimitata da una circonferenza, ovvero l’insieme dei punti che distano dal centro C della stessa non + del raggio r. Ora facendomi soggiogare dalla metafora: la porzione di piano è la vita mia;  il centro C sono IO, e quindi quello stronzissimo raggio R non sono altro che le mie braccine focomeliche che raccattano dentro, la mia porzione di piano, tutto ciò che ritengo vitale. Il cerchio è il giro di giostra! E poi puff si è morti.

 

Ho traslocato nella mia prima casa, quella in cui mi capitò di andare quando alla fine dell’università decisi di investire il mio misero stipendio in un affitto condiviso con altri quattro. Una sorta di “appartamento spagnolo”  incasinato e scalcinato come soltanto a Napoli, però, può esistere. Una casa studenti, senza studenti e senza tempo; come quando studenti lo si è, e l’onnipotenza dei vent’anni riduce il futuro ad una immateriale esperienza immaginifica, come lanciare un sassolino nell’acqua e guardare affascinato le perfette increspature dell’acqua propagarsi.

Ho traslocato, con 1/5 del mio inventario, nella stessa casa dove ho nutrito e coccolato quella illusione meravigliosa per chi ora sono di nuovo qui, ma non s’è chiuso nessun cerchio!

 

Ho lasciato il mio compagno due settimane fa.

Ero terra arida, calcinosa e infertile. Impermeabile e immobile. Respingente, cementata.

Avvilito e stanco: s’è spenta l’illusione.

 

Non sto facendo mea culpa, le colpe di questa fine le conosco e le divederò in porzioni monodose quando e dove sarà il tempo e il luogo opportuno, racconto solo l’immagine emotiva ultima, l’istantanea scattata poco prima di chiudere la porta e andare.

 

Ora sono solo, con il fianco scoperto. Rigiro nel mondo e mi sento spaesato, ma questo è un altro post. Forse.

 

10 Responses to “._ ._. _._. _ _ _”

  1. Rah Rah Boy Says:

    suonerà come una magra e pleonastica consolazione…e non lo vuole essere. Ma credo che non siamo mai soli fintanto che non [ci] lasciamo andare e abbiamo ancora noi stessi.

    E con questa…

    http://www.youtube.com/v/vKvZa2ruYYI&hl=en
    ti abbraccio.


  2. …grazie Rah, ho apprezzato molto. ti abbraccio

  3. deepblack Says:

    ma se invece di un cerchio, così prevedibile e limitato, la vita fosse rappresentata da una retta? senza origine e senza fine o da una semiretta con una origine e senza fine; una che si staglia in un piano dove può incontrare o meglio intersecare altre rette o correre parallelamente con alcune o essere tangente all’infinito con altre. e se invece di Proust si citasse ogni tanto (ma poi ci sarà qualcuno che veramente ha letto Proust???) Philip Dick come dire basta con il passato, iniziamo a immaginare il futuro bello e brutto che sia ma che sia futuro!!


  4. Philip Dick mi piace e l’ho pure letto! ma mi sa che la retta o la semiretta non fanno tanto al caso dell’umanità: c’è sempre una fine (disse con voce greve) :D , certo tranne per Berlusconi!

  5. deepblack Says:

    ….non voglio fare la mistica, ma è una poesia di sant’agostino che abbiamo utilizzato ultimamente per “illuderci” che forse non è vero c’è sempre una fine
    PS compimlenti per la scelta musicale

    Se mi ami non piangere

    Se mi ami non piangere!
    Se tu conoscessi il mistero immenso del cielo dove ora vivo,
    se tu potessi vedere e sentire quello che io vedo e sento in questi orizzonti senza fine,
    e in questa luce che tutto investe e penetra,
    tu non piangeresti se mi ami.
    Qui si è ormai assorbiti dall’incanto di Dio,
    dalle sue espressioni di infinità bontà e dai riflessi della sua sconfinata bellezza.
    Le cose di un tempo sono così piccole e fuggevoli
    al confronto.Mi è rimasto l’affetto per te:
    una tenerezza che non ho mai conosciuto.
    Sono felice di averti incontrato nel tempo,
    anche se tutto era allora così fugace e limitato.
    Ora l’amore che mi stringe profondamente a te,
    è gioia pura e senza tramonto.
    Mentre io vivo nella serena ed esaltante attesa del tuo arrivo tra noi,
    tu pensami così!
    Nelle tue battaglie, nei tuoi momenti di sconforto e di solitudine,pensa a questa meravigliosa casa,
    dove non esiste la morte, dove ci disseteremo insieme,
    nel trasporto più intenso alla fonte inesauribile dell’amore e della felicità.
    Non piangere più, se veramente mi ami!


  6. Dunque dunque. Ciclo o Cerchio? Perché mai dovrebbe essere così necessario mettere un recinto preciso e pefetto intorno al proprio IO? Perché Geometria? la geometria perfetta non esiste in natura o, comunque, è difficile da trovare. Allora potrebbe essere uno spazio x, delimitato dalle proprie ossessioni e paure e paranoie, ma uno spazio sempre dinamico, mai fisso, soggetto a mutamenti inaspettati e incomprensibili. I tuoi confini si sono spostati, hanno escluso qualcuno, hanno incluso qualcosa, hanno formato un bozzo qui e una spaccatura lì.
    E, ancora, se la linea che seguiamo fosse una di quelle spirali allungate, elicoidali come il DNA, che includono e poi proseguono e poi includono altro spazio e poi si sciolgono e procedono ancora verso altro?
    Ommioddio come l’ho fatta lunga. Un pippone.
    In bocca al lupo, Alf e vieni a Roma ora che sei libero come un fringuello, cazzo.


  7. @deep..: bella poesia, a tratti m’assomiglia. grazie

    @penelepe: finalmente l’hai fatta lunga! mi piacciono i commentoni. Vorrei salire sabato per il pride, se l’umore m’assiste. Dimmi se ci sei.

  8. collezionediuomini Says:

    I cerchi non si chiudono, mon ami. per loro stessa definizione non possono essere chiusi.
    Ma si va vanti, si va oltre.
    A vedere nuove dmensioni.
    A cercare se c’e’ ancora qualcosa da scoprire.

    A proposito, ma Bologna com’era?


  9. bella Bologna, oh mia Colez…


  10. MACCERTO CHE SONO A ROMA.
    Ti pare che mi perdo il pride di quest’anno che si prevedono pure le mazzate?
    Santa Pazienza.
    Chiama che ci accordiamo per las ospitalitas.


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