Napoli-Bologna-Napoli

28Luglio, 2008

Soundtrack: the tourist/Radiohead

 

Napoli, Bologna.

Bologna Napoli.

Napoli-Bologna-Napoli, senza sosta con i pranzi pagati e le notti in albergo. I treni, i ristoranti, i menu turistici, le lenzuola di un cotonazzo rigido, scomodo.

Sono senza le mie cose, mi sento spaesato, ancora di + che dopo aver lasciato R**.

La distanza è  vuota, le facce e le voci assomigliano, ma senza sorpresa, a quei tratti al neon nei paesaggi notturni delle cartoline di un estate che non riconosco più.

Sono solo, singolo, nessun passo gemello accanto al mio, nessun abbraccio consolatorio nelle ore della tempesta. Nessuna tristezza per questo, nessuna profondità trovata con la pala della sofferenza: è un fatto, null’altro che un fatto; che non torce le budella, che non scioglie lacrime, che non cerca soluzione. Nemmanco il telefono muto di parole sciroppate mi inquieta … so prendermi quello che voglio quando lo voglio, diversamente nessuna spiegazione, nessun dolore.

 

È tempo di lavoro, questo. Dirigo “l’orchestra” col sopracciglio alzato, le direttive gentili, i vaticini inappellabili, e paura e entusiasmo insieme. Chissà che sarà. Chissà se sarà come io l’ho pensato. Chissà se chi lo ha accettato trascinato dall’entusiasmo e dalla passione, la mia, lo riconosce, lo accoglie.

Le risposte però le rimando al 6 agosto…

 

Sono stanco, certo che si … E le parole alle volte non mi vengono, a volte non riescono a fermare i pensieri veloci e quando posso mi sguinzaglio nel mondo, indomito. E non c’è spazio per null’altro…

Nemmeno per il blog.

 

Questo blog è il viottolo di Pollicino, quella che gli è servito per tornare a casa. Lancio granelli di pane, e pietroline, e parole e segnali, una lunga scia che ha svelato il mio rifugio nel bosco, sono stato stanato. Scoperto. Cercato. Voluto, forse.

E  l’orco cattivo che mi ha trovato?

Ma dov’è l’orco cattivo? Sta nella fame atavica di chi sbrana feroce? o nella inconsapevole certezza di chi vuole la propria carne lacerata dalla voracità del desiderio?… lanciando ancora un altro sassolino bianco.

Non lo so, ma ho paura di ritornare a casa senza il bottino e invece realizzare la mirabolante morte di Jean-Baptiste Grenouille.

 

Mi sono allontanato per un po’, guardandolo da lontano.

 

Organizzo ogni giorno una vacanza diversa, è ché sono solo e posso permettermelo, e ché l’unica condizione che ora riesco a contemplare.

 

… e mi piace viziarmi, coccolarmi, concedermi cose …

 

Forse andrò in vacanza a Barcellona, con un progetto segreto, ma anche no.

 

Forse in vacanza con F**, in Turchia (?), ma non so.

 

Magari a Stromboli con Lucy, in una meravigliosa atmosfera da pic-nic scanzonata e leggera.

 Magari aspetto un altro po’, magari dopo il 6.

 

Osservazione

23Maggio, 2008

Soundtrack: zitti/che aiuta la concentrazione

 

 

Domani parto, vado  a Bologna, no, non voglio anticiparmi per prendere i posti migliori al gay pride: sarò impomatato a sopralluogare. Vi lascio però con una specie di quiz. È un po’ di tempo che, per tutt’altri motivi,  mi viene propinata questa definizione geometrica e allora voglio riflettere con voi.

Da Wikipedia:

Nella geometria piana, il cerchio è quella porzione di piano delimitata da una circonferenza, ovvero l’insieme dei punti che distano dal centro C della stessa non più del raggio r; per cui in sistema di assi cartesiani un generico cerchio, di centro (a;b) e raggio R è rappresentato dall’insieme di punti che soddisfano la seguente condizione:

                                 D = [(x,y)єR2 : (x - a) 2 + (y + b) 2 ≤ R2 ]

 

 

Non deludetemi, partecipate, scavate nel profondo.

La rivincita! :-)

19Maggio, 2008

Soundtrack: I will survive/ Cake

 

 

Qualcuno, ricorderà che, qualche tempo fa, andai a Bologna.

 

 

Qualcun altro ancora, ricorderà che ci andai per lavoro e che elegantemente impomatato mi districai per tutto il giorno tra cene/pranzi/caffe/ecc.

 

 

Ma i più non sanno che “l’affare” ( mi piace dire così mi fa sentire manager newyorkese ) è andato in porto! Ovvero dovrò fare il restyling di un albergo. (diciamolo piano che sono scaramantico).

 

 

Ora fin qui nulla di interessante, parcella a parte!

 

 

Ma i più ricorderanno, e se non ricordano: MOLTO MALE, che me ne andai da Bologna mesto mesto in quanto nessun “cadeau”  mi portai da quella sconsolata città!

 

 

Beh stasera, ho saputo che Bologna è la città del Gay Pride! Ma che, bada ben, il mega party è organizzato a due (dico due) passi dal “posto di lavoro” ! (mi piace dire così, mi fa sentire operaio).

 

 

È il caso di dire “ farò casa e puteca*”. (*bottega)

 

 

Chiamerò pure AL & Tung

 

 

Assioma

4Marzo, 2008

Soundtrack: army on me/feat.grisbi  

Domani parto, vado a Bologna per lavoro.

 I treni mi mettono sempre un po’ di agitazione, scatenano l’adrenalina. A pensarci bene, il viaggio in treno,  ha in se un numero indefinito di possibilità, incontri, scambi, seduzioni; magari è questo che mi elettrizza.

Qualche anno fa, quando ero giovanotto e un po’ boccalone, si narrava di un certo treno, tipo il ROMA_MILANO delle 8:15, in cui succedevano cose inenarrabili (ma c’era sempre chi le  raccontava con dovizia di particolari). Una specie di immensa darkroom dove bastava un’occhiatina, un cenno indistinguibile, che si finiva a trombare finanche sul lunotto del treno.

Il pompino del capotreno, il culo dell’acquafrescaio, l’uccello del militare in congedo … insomma un campionario di meravigliose sozzerie che ti faceva venire la voglia di comprare un biglietto a chilometraggio illimitato.

C’è anche chi il viaggio lo ha fatto a scadenza bisettimanale.

Io nella mia vita ho viaggiato parecchio, e spesso questa tratta da solo. Manco a dire che sia una tipo distratto, ma il mio libricino delle esperienze sessuali trenesche rimane vuoto, miserrimamente bianco.

Quando lamentavo della mia scarsa esperienza nei “luoghi comuni”, i miei amici, quelli che trombavano pure in sacrestia, mi dicevano che io ho un difetto ovvero che a me non si vede! Non si vede cosa (?), vi domanderete, non si vede che sono finocchio! 

Dramma.

L’assioma si enuncia da solo: chi è “normal” non solo, quindi, non tromba in treno, ma nemmeno un’acchiappo in autobus, una palpatina in aeroporto, una strizzata d’occhio in nave, un succhiotto sullo sky lift!

Il treno è una fucina di grandi possibilità, incontri, scambi, seduzioni: domani sarà un lungo viaggio, porterò con me un libro.