Game Boy

4Luglio, 2008

Soundtrack: Cibo estremo/Cristina Donà

 

È notte, non troppo buia.

È notte afosa. Il ventilatore cinese gira supersonica l’aria calda, e la citronella ne profuma le spirali e l’illumina.

È notte, ma non ancora notte per accucciarsi, sono con te a giocare la fantasia.

Io qui, tu là. Sconosciuti.

I livelli del gioco si susseguono veloci. Senza sosta. Una schermata dopo l’altra ci porta dove potremmo essere nudi e madidi.

- hai cam –

- NO, ma tu si – dico rischiando un livello di un gioco autocratico.

Sei console perfettissima e io mi scopro agile giocatore.

Muovo le parole liberate dal desiderio e tu esegui generoso, senza esitazione. Senza pause.

Volendo più istruzioni, desiderando, accogliendo.

Ti scopri partigiano e spegni.

Ma io istruisco le mosse del tuo piacere senza sosta, fino al termine.

Ho le prove di te stropicciato nell’ultima richiesta da dispotico giocatore.

Game over.

 

Ti incontro il giorno dopo, sono il blogger, un ritratto vago da gaydar. Sono solo parole e grigi chiaroscurati.

Tu sei bellissimo, sembri attore anni ’50 con un’aria sicura e spaurita insieme.

Nessuna delusione.

Dopo le parole ricominciamo a giocarci.

 

 

Diary

28Aprile, 2008

Soundtrack:e la vita la vita/Cochi & Renato

È successo che ad un certo punto sò sbocciato: mi sono spuntate le foglioline colorate, corolla pistillo e un profumo delicato e sensuale.

 Giovedì ho comprato due paia di jeans da rockstar, 237 euro di vanità purissima. Sono esattamente all’ultimo grido: taglia 44, cuciture perfette, stretti di gamba, vita bassa, lavaggio strafigo; si porterebbero sul culo (mi ha consigliato il commesso), con mezza chiappa da fuori, ma è consentito solo a quelli nati dopo l’ottantasette, ho rimbrottato, io sono un po’ lontano.

Ma le avances del commesso mi sono piaciute. Chissà se guadagna a percentuale… ZOT!

In ogni caso mi stanno a pennello!

 Ho conosciuto virtualmente un “guaglione” spensierato quanto irresponsabile, carino e divertente. In effetti la nostra sessione di chat non è durata a lungo, ma ho letto avidamente i suoi scritti: una vita primaverile e leggera, mi ha fatto venire in mente i miei favolosi vent’anni e per questo lo ringrazio; parlandogli mi sono reso conto di quanto sia disabituato ad esercitare la  seduzione con un altro uomo e di quanto poco mi interessi esercitarla indiscriminatamente: ma da quando non sento + l’urgenza di sedurre qualunque corpo caldo sia nel raggio di cinquanta metri? da quanto tempo non ho + bisogno di una corte? Quand’è che mi è caduta la corona?

 Ho cavalcato la mia vespa (PX125 classe 77) per tutto il fine settimana, mi sono fatto inondare dall’aria fresca e profumata, ho goduto di questa piccolissima fetta di libertà pienamente, senza nessun freno, senza colpa, e ho capito.

È sulla punta della lingua, l’uomo sa, capisce, si perdona e vuole dire. Il cuoricino da giovanotto non ancora, si ribella al tempo e ai cambiamenti, ha paura del futuro e delle miriadi di spirali possibili, traccheggia ancora sperimentando variazioni sul tema.

 Ho telefonato Penelope, volevo condividere con lei quest’aria primaverile, mi ha sorpreso la sua voce roca e fredda: spaventata (?), non si aspettava che fossi io (?), non sapeva che dirmi (?), non sapevo che dirle (?). Siamo rimasti immobili a darci appuntamenti che non avremmo rispettato e abbiamo chiuso. Ma perché pure dopo i trenta le parole non escono fluide dalla bocca? Perché dobbiamo essere compassati e stupidi?

 Ho fatto da padrino di cresima a mio cugino, sono certamente quello sbagliato, almeno per la chiesa, ma ho mentito spudoratamente, e sono diventato quello giusto come di fatto sono (strepitoso in vestito blu). Perché conosco il valore di accompagnare una persona per mano, facendole coraggio nella vita spaventosa, perché so farlo, e sono silenzioso e non invadente.

E nel frattempo del cerimoniale mi sono reso conto che  le funzioni cattoliche sono rozze e primitive come gretti e meschini quelli che ci girano intorno, che boria inutile!

 

… e oggi non ho avuto voglia di lavorare, vorrei spogliarmi di tutte le responsabilità mettere un paio di pantaloni di lino, gli infradito, la canottiera e stare ramingo per il mondo. Porterei con me solo la mia vespa.

 A domani.