Muto

31Gennaio, 2009

Soundtrack:tutto a posto/Nada

 

Muto, in questi giorni sono muto. Muto senza un linguaggio alternativo che mi possa far tradurre in segni quello che andrebbe bestemmiato, urlato, sbraitato. Un mutismo feroce che suggerisce solo calci e pugni, gli unici segni che contemplo. Gli unici che potrebbero dire la rabbia, il dolore, la mancanza, e tutte le novità di questo 2009. Voglio un anno bisesto è più ragionevole!

Sto a mascelle serrate, rigido: cerco di raggomitolare la lunga scia di pensieri che si srotola disordinata, quando un altro fatto mi fa perdere la matassa, il capo, la coda. Persi. Perso.

E ricomincio da capo digrignando tra i denti la delusione, la mastico per digerirla, ma è un boccone troppo disgustoso per inghiottirlo.

È come una di quelle spezie che mettono nel riso in Thailandia, credo che si chiami Danìa, è una specie di scoppio, ti afferra la gola, nel frattempo che stai assaporando il tuo riso con le verdurine. Un aggressione: si appropria rapidamente della lingua, poi la gola insieme al  naso e, come un’esplosione a catena, punta dritta allo stomaco, lo inonda, fa inversione e risale contemporaneamente, nuovamente, bruciando tutto il sapore che si potrebbe provare. Una tragedia; rimani disgustato colla fronte aggrottata per i successivi venti minuti incapace di fidarti nuovamente per quello che la fame reclama. Per quello che ti spetta di diritto.

Di cose ne sono accadute diverse, la sfera personale, il lavoro, i programmi, i progetti per il futuro, ma raccontarle sarebbe un necrologio inutile, sterile, paradossalmente incomprensibile.

E allora resto muto, immobile, guardingo, aspettando che il portone si apra dopo la chiusura di una porta.

Il fatto è che mi sento solo, senza un abbraccio in cui abbandonarmi, in cui sentirmi protetto. Rassicurato da quell’incavo del petto che è a forma della tua testa, che ti rasserena, ricarica e ti fa ripartire da capo. Non c’è più, è morto. Sono un ramo senza albero, cerco di mettere radici ma non prendono, sarrà che non le annaffio abbastanza!

Muto, perché le parole non sono scialli da mettere sulle spalle, non riscaldano, né le mie, né le tue.

Passato prossimo

30Novembre, 2008

Soundtrack: Pretty little thing/Fink

 

Eppure in genere cerco di essere chiaro, preciso, meticoloso nella descrizione, nell’incasellare cronologicamente i fatti nel tempo; e invece questo blog è miserandamente diventato un blob: fatti/sensazioni senza capo e senza coda.

È che sono stanco assje.

Collaboro con uno studio 5 ore al giorno. Io, da ultima ruota del carro, partecipo ai disegni esecutivi di un progetto che, per contestazioni, ha il primato italiano; ma non ne posso tanto parlare potrei finire in gabbia per spionaggio! ARG

Appena rintoccano le 14, cavalco la mia vespa per raggiungere i miei operai in cantiere per seminare un po’ di terrore facendo finta di coccolarli.

Torno a casa, mangio e poi di nuovo al computer a progettare i miei deliri architettonici.

4 sere a settimana in piscina, 3 in palestra ché quest’anno m’è venuta la smania della preparazione atletica e, da buon finocchio, dei muscoletti.

La casa da curare, le camice da stirare, le lavatrici da caricare, il bucato da stendere, la verdura da pulire, le relazioni da mantenere, la pelle da idratare … TILT

È che ad un certo punto volevo pure vivere come se stessi sempre in vacanza, surfare su quest’onda di libertà/leggerezza/spensieratezza che sento fortissima e allora ho preso un aereo e sono partito per Milano.

Poalino una settimana prima, in gita a Napoli, mi aveva invitato alla sua festa, e io vincendo le mie resistenze economiche (conserva i soldi che arrivano tempi duri) ho digitato Napoli-Milano su google e mi sono preso l’offerta migliore!

Ho preso l’aereo non prima di aver assolto al mio compito da bravo alteta (il sabato è piscina e palestra insieme) e mi sono sentito troppo figo nel dire: “vado ad una festa a Milano” a chi me lo chiedeva. Che chic!

La variegata umanità milanese mi conquista, trovare persone che fanno cose, lavorano, hanno impegni, ruoli e luoghi propri, mi meraviglia rispetto al panorama napoletano che è tutto un vedremo, un farò da grande, anche quando grandi lo si è già da tempo. Ma questa è un’altra storia.

Il motivo per cui Milano, ora, è più desiderabile lo conoscete già. Li in una cucina in via Borgonuovo ho conosciuto il mio discografico preferito, che mi è stato sulla pelle fin dapprincipio e poi ci è ripassato non troppo metaforicamente due settimane dopo mio ospite a Napoli.

Fidanzato? No, non direi. Ma mi piace che il desiderio stabilisca modi e luoghi e tempi. Il resto si vedrà.

Eppure di cose da dire ne ho, un post su mio padre che il dolore riesce sempre a rimandare con cura, uno sul mio ex marito che è già scritto ma ha qualche reticenza a volersi mostrare. Uno su Babbo Natale, sul mio modo di passeggiare. E progetti e futuro. No, io, di Luxuria non parlo, me ne disinteresso, non ho la televisione!

Baci XXX.

 

 

La rivincita! :-)

19Maggio, 2008

Soundtrack: I will survive/ Cake

 

 

Qualcuno, ricorderà che, qualche tempo fa, andai a Bologna.

 

 

Qualcun altro ancora, ricorderà che ci andai per lavoro e che elegantemente impomatato mi districai per tutto il giorno tra cene/pranzi/caffe/ecc.

 

 

Ma i più non sanno che “l’affare” ( mi piace dire così mi fa sentire manager newyorkese ) è andato in porto! Ovvero dovrò fare il restyling di un albergo. (diciamolo piano che sono scaramantico).

 

 

Ora fin qui nulla di interessante, parcella a parte!

 

 

Ma i più ricorderanno, e se non ricordano: MOLTO MALE, che me ne andai da Bologna mesto mesto in quanto nessun “cadeau”  mi portai da quella sconsolata città!

 

 

Beh stasera, ho saputo che Bologna è la città del Gay Pride! Ma che, bada ben, il mega party è organizzato a due (dico due) passi dal “posto di lavoro” ! (mi piace dire così, mi fa sentire operaio).

 

 

È il caso di dire “ farò casa e puteca*”. (*bottega)

 

 

Chiamerò pure AL & Tung

 

 

Professional

6Marzo, 2008

Soundtrack: oreminutisecondi/almamegretta

C’ho mal di testa, ho lavorato come un ciuccio sardo per far sembrare belle, case che sono infelici dalla nascita, ma io sono veramente bravo!

Domani devo combattere con, nell’ordine, un falegname che non vuole fare mai quello che gli dico e che prima di farlo deve portarmi allo stremo delle forze.

Trenta ragazzini con gli ormoni a palla che se ne fottono allegramente del design.

La mia dieta iperproteica che se non mangio non sarò mai un campione di nuoto (vana illusione ma si sa “a’ lusinga fa bben’ a salute”).

Un capocantiere che, per rango di nascita, imbroglia sui conti ed io devo stare a spiegargli l’aritmetica di base e minacciarlo guardandolo nei suoi occhioni tonti per convincerlo che 2+2 fa 4 e non 6! Le moltiplicazioni, poi, sono il mistero della fede!

La visita alla mamma che, dopo quindici giorni che non la vedo, mi ha fatto sapere mezzo sorella che ha raddoppiato la dose di ansiolitici, ( mia sorella è simpaticissima J ).

E dulcis in fundo, 3 chilometri di nuoto.  

PS Penelope scusa ma non ce la faccio a fare un salto a Roma: c’ho l’acido lattico! 

Buona caccia a tutti!