Milord

20Ottobre, 2008

Soundtrack: Milord/Edith Piaf

 

 

Un messaggio breve su gaydar: un esca raffinata e appetitosa.

Una risposta sorpresa e accogliente.

Il contatto msn per la verifica.

Restituisci curiosità immediata e azzardi un appuntamento.

Acquieto gli animi posizionandoti tra il fine lavoro e la piscina. Tengo ben presente il “Teorema del caffè” del mio orsetto preferito. 

Non ci stacchiamo gli occhi di dosso per mezzora, tra il caffé e la chiacchiera di rito.

Sedotto, mi spedisci messaggi desiderosi; desiderabili.

Ci vediamo il giorno dopo e vinco la tua timidezza prendendoti per il bavero, baciandoti appassionatamente.

Messaggi ininterrottamente (42 sms) per i successivi due giorni ché manco riesco a risponderti che hai una nuova cosa da dirmi.

Poi la cena e a casa mia, quando mi dici “non voglio correre” invece di mettermi le mani nelle mutande.

Ti riaccompagno a casa prima di bloccare il contatto msn.

 

P.S.    Vi pare che dopo anni e anni di decorosissima depravazione sessuale possa esistere ancora un frocio che lo prende nel culo faccia solo dopo il “matrimonio”? ma manco Ratzinger per se stesso accetterebbe una tale degenerazione!

Viva l’Italia

5Marzo, 2008

Soundtrack: Vival’italia/F.DeGregori  

Sono tornato!

Sono incazzato come una salamandra peruviana! 

Fatto primo: per il viaggio, in alternativa al pompino insperato, mi decisi a dedicarmi alla lettura per snellire le nove ore di treno (andata e ritorno).Gironzolando nel chiosco del giornalaio prendo Repubblica e un’appendice di Micro Mega: “va de retro satana” editoriali, lettere e scritti sulla/della chiesa e il papa. Impressionante! leggere tutto in fila di fatti che pure conosco mi ha raggelato il sangue: siamo in piena inquisizione, tra un po’ appiccano i roghi!

È possibile che solo in Italia “Stato laico” sia considerato un insulto o una bestemmia (appunto)?

Come se non bastasse, oggi leggo che la chiesa a Madrid, come capo della conferenza episcopale, ha nominato un super prelato per contrastare Zapatero, alla vigilia delle elezioni. Incominciano ad arruolare le crociate!  

Fatto secondo: dopo un’intera giornata ad esercitare le arti professionali, mi rintano, dopo la cena di lavoro, che seguiva il tea di lavoro, che seguiva il pranzo di lavoro, che precedeva il caffè di lavoro… in camera a riposare.Il portiere di notte non mi ha seguito in preda a convulse voglie sessuali, quindi accendo la TV.

Canale cinque, Matrix.

Non vedo il faccione di Mentana, che con ritmo lessicale incomprensibile racconta di cose scarsamente interessanti, ma quello di una agitata signora che dice cose che dapprincipio non capisco.

Mi intenerisco, la signora piange ininterrottamente.

Mi tolgo le calze e faccio ipotesi su chi possa essere la povera disgraziata. Mi metto a letto, mi accendo una sigaretta con senso di colpa (in albergo non si fuma), e raggiungo con la mano il compagnuccio che il portiere di notte non ha voluto conoscere.

Mi concentro: la signora in questione è  Rosa Bazzi autrice insieme ad Olindo Romano della strage di Erba.

La “stragista” racconta, come se stesse dallo psicanalista, di come il suo senso di onnipotenza cresceva ogni qual volta dava una coltellata, mimandone all’occorrenza la gestualità.  Una voce fuori campo, riassumeva pacatamente, i fatti salienti, come fosse un’interprete inespressivo.

Ho spento la TV.

Voglio ringraziare la redazione tutta di Matrix, Mentana compreso, per due motivi: il primo che non abbiano fatto la ricostruzione/fiction del fatto, “il corpicino”, “l’arma del delitto”, “i corpi dilaniati” non avrei voluto vederli. Il secondo è di aver dimostrato ancora una volta ben bene, cos’è il giornalismo. Ma anche se si fossero trovati lì, per caso, e quella disgraziata della Bazzi avesse acceso la telecamera per confessare, perché loro, dopo, visto il contenuto, non hanno bruciato il filmato?

Perché?

Mi viene da vomitare!  

Fatto terzo: sfogo. Mi sono triturato i coglioni a pezzettini piccoli piccoli di sentirmi come il parente scomodo perché napoletano. Me li hanno marinati con il limone e pezzetti di aglio perché ogni volta che vado al north  mi chiedono della “munnezza” di Napoli come se stessero chiedendo del congiunto malato di cancro. Me li hanno definitivamente cotti al ragù (cottura dodici ore) perché usando un termine dialettale si fanno due operazioni: la prima dire con chiarezza questo è solo un problema di Napoli al massimo della Campania: di chi quella lingua parla. Chiarisco, questo è un problema ITALIANO punto. Secondo: tonnellate e tonnellate di rifiuti solidi urbani e TOSSICI li si fa diventare con un vezzeggiativo esotico,  argomento di discussione da salotto: QUESTA é MMERDA CHE PUZZA portatevela a casa, se la volete chiamare munnezza e coccolatevela!  

Arrivederci.