Capelli
16Giugno, 2008
Soundtrack: Capelli/Niccolò Fabi
Era + di un po’ che non scrivevo. Penelope mi ha rimproverato un giorno si e l’altro pure, perché non aveva notizie, a Colez sono mancato , Depp invece s’è incazzata e nel frattempo mi sono dedicato a me : come sto?
Boh!
Mi organizzo. Traccio i confini del mio corpo. Disegno nell’aere coreografie timide che mi restituiscono uno spazio vivibile. Affondo nelle malinconie. Caccio dalla scatola alla rinfusa i desideri. Ascolto.
Vivo nuovamente.
I miei capelli rimangono gli stessi, lunghi, oramai lunghissimi, riccioluti. Impossibili da gestire, da governare, da contenere. È un’esca difficile da trascurare, per chi vorrebbe affondarci le mani e acchiapparmi e per chi invece rifiuta, infastidito, questo totem di vanità.
È l’unica cosa che non è cambiata in questi anni. Il resto s’è trasformato avanzando incessantemente per i viottoli laterali e sorprendendomi sulla strada principale. Non ho potuto fare altro che prenderne atto. Ora so chi sono! ?? ma cosa sono se quello che sono e che sarò è mutevole, volubile. La muta del corpo è il segno incontrovertibile di quello che dentro sta e fuoriesce manifesto. Gli impulsi precisi scavano, cesellano, modificano prospettive, cambiano i colori dell’arcobaleno e le rotte degli aeroplani. Continuamente, convulsamente.
Dico oggi quello che non sarò domani. Stare fermo a tracciare una mappa di confini labili, inesistenti è opera scadente, insignificante.
Mi sono fermato + di un po’ a capire, ora capisco di non voler capire necessariamente tutto, ma poco a poco tutti i giorni, per quello che rimane e per quello che se ne và.
Voglio vivere perdutamente, incontro alla morte, a petto gonfio e spalle dritte.
Au revoir.
Alfonso.
Diary
28Aprile, 2008
È successo che ad un certo punto sò sbocciato: mi sono spuntate le foglioline colorate, corolla pistillo e un profumo delicato e sensuale.
Giovedì ho comprato due paia di jeans da rockstar, 237 euro di vanità purissima. Sono esattamente all’ultimo grido: taglia 44, cuciture perfette, stretti di gamba, vita bassa, lavaggio strafigo; si porterebbero sul culo (mi ha consigliato il commesso), con mezza chiappa da fuori, ma è consentito solo a quelli nati dopo l’ottantasette, ho rimbrottato, io sono un po’ lontano.
Ma le avances del commesso mi sono piaciute. Chissà se guadagna a percentuale… ZOT!
In ogni caso mi stanno a pennello!
Ho conosciuto virtualmente un “guaglione” spensierato quanto irresponsabile, carino e divertente. In effetti la nostra sessione di chat non è durata a lungo, ma ho letto avidamente i suoi scritti: una vita primaverile e leggera, mi ha fatto venire in mente i miei favolosi vent’anni e per questo lo ringrazio; parlandogli mi sono reso conto di quanto sia disabituato ad esercitare la seduzione con un altro uomo e di quanto poco mi interessi esercitarla indiscriminatamente: ma da quando non sento + l’urgenza di sedurre qualunque corpo caldo sia nel raggio di cinquanta metri? da quanto tempo non ho + bisogno di una corte? Quand’è che mi è caduta la corona?
Ho cavalcato la mia vespa (PX125 classe 77) per tutto il fine settimana, mi sono fatto inondare dall’aria fresca e profumata, ho goduto di questa piccolissima fetta di libertà pienamente, senza nessun freno, senza colpa, e ho capito.
È sulla punta della lingua, l’uomo sa, capisce, si perdona e vuole dire. Il cuoricino da giovanotto non ancora, si ribella al tempo e ai cambiamenti, ha paura del futuro e delle miriadi di spirali possibili, traccheggia ancora sperimentando variazioni sul tema.
Ho telefonato Penelope, volevo condividere con lei quest’aria primaverile, mi ha sorpreso la sua voce roca e fredda: spaventata (?), non si aspettava che fossi io (?), non sapeva che dirmi (?), non sapevo che dirle (?). Siamo rimasti immobili a darci appuntamenti che non avremmo rispettato e abbiamo chiuso. Ma perché pure dopo i trenta le parole non escono fluide dalla bocca? Perché dobbiamo essere compassati e stupidi?
Ho fatto da padrino di cresima a mio cugino, sono certamente quello sbagliato, almeno per la chiesa, ma ho mentito spudoratamente, e sono diventato quello giusto come di fatto sono (strepitoso in vestito blu). Perché conosco il valore di accompagnare una persona per mano, facendole coraggio nella vita spaventosa, perché so farlo, e sono silenzioso e non invadente.
E nel frattempo del cerimoniale mi sono reso conto che le funzioni cattoliche sono rozze e primitive come gretti e meschini quelli che ci girano intorno, che boria inutile!
… e oggi non ho avuto voglia di lavorare, vorrei spogliarmi di tutte le responsabilità mettere un paio di pantaloni di lino, gli infradito, la canottiera e stare ramingo per il mondo. Porterei con me solo la mia vespa.
A domani.
Professional
6Marzo, 2008
Soundtrack: oreminutisecondi/almamegretta
C’ho mal di testa, ho lavorato come un ciuccio sardo per far sembrare belle, case che sono infelici dalla nascita, ma io sono veramente bravo!
Domani devo combattere con, nell’ordine, un falegname che non vuole fare mai quello che gli dico e che prima di farlo deve portarmi allo stremo delle forze.
Trenta ragazzini con gli ormoni a palla che se ne fottono allegramente del design.
La mia dieta iperproteica che se non mangio non sarò mai un campione di nuoto (vana illusione ma si sa “a’ lusinga fa bben’ a salute”).
Un capocantiere che, per rango di nascita, imbroglia sui conti ed io devo stare a spiegargli l’aritmetica di base e minacciarlo guardandolo nei suoi occhioni tonti per convincerlo che 2+2 fa 4 e non 6! Le moltiplicazioni, poi, sono il mistero della fede!
La visita alla mamma che, dopo quindici giorni che non la vedo, mi ha fatto sapere mezzo sorella che ha raddoppiato la dose di ansiolitici, ( mia sorella è simpaticissima J ).
E dulcis in fundo, 3 chilometri di nuoto.
PS Penelope scusa ma non ce la faccio a fare un salto a Roma: c’ho l’acido lattico!
Buona caccia a tutti!