La rivincita! :-)

19Maggio, 2008

Soundtrack: I will survive/ Cake

 

 

Qualcuno, ricorderà che, qualche tempo fa, andai a Bologna.

 

 

Qualcun altro ancora, ricorderà che ci andai per lavoro e che elegantemente impomatato mi districai per tutto il giorno tra cene/pranzi/caffe/ecc.

 

 

Ma i più non sanno che “l’affare” ( mi piace dire così mi fa sentire manager newyorkese ) è andato in porto! Ovvero dovrò fare il restyling di un albergo. (diciamolo piano che sono scaramantico).

 

 

Ora fin qui nulla di interessante, parcella a parte!

 

 

Ma i più ricorderanno, e se non ricordano: MOLTO MALE, che me ne andai da Bologna mesto mesto in quanto nessun “cadeau”  mi portai da quella sconsolata città!

 

 

Beh stasera, ho saputo che Bologna è la città del Gay Pride! Ma che, bada ben, il mega party è organizzato a due (dico due) passi dal “posto di lavoro” ! (mi piace dire così, mi fa sentire operaio).

 

 

È il caso di dire “ farò casa e puteca*”. (*bottega)

 

 

Chiamerò pure AL & Tung

 

 

2/2 Pride

13Maggio, 2008

Soundtrack:sexual revolution/Macy Gray

 

 Al bar AL & Tung

 

-          certo lasciarmi qui tuttosolo

 

 -          beh il tempo di  un pompino

 

 -          pensavo avessi preso tutto il menù!

 

 -          Ma come cazzo parli? Vuoi sapere cosa abbiamo fatto?

-          No, Grazie!

-          …è che poi si appassionano, lo sai…

-          Io non so niente, e niente voglio sapere

-          Ti faccio una sega cosi ti rilassi? Sono bravo, ti metto pure un dito nel culo!

-          Smettila, qui la questione è importante

-          Quale questione? Ah il tuo cazzo di Gay Pride

-          Ma lo capisci che ci vogliono togliere tutti i diritti!

-          Ma di quali diritti parli, il Gay Pride? L’unico diritto è il tuo uccello!

-          Che sarcasmo idiota. Qui si parlava di DICO di CUS eppoi, viene un coglione…

-          E vuole abbattere l’Ara Pacis…

-          SI, NOO, mi vuole togliere il diritto di manifestare.

-          Puoi farlo ancora, pure con le piume, ma a casa tua … conosce anche molti gay’s … che cazzo di stronzata

-          Chi?

-          Chi cosa?

-          Chi conosce un sacco di Gay

-          Alemanno!

-          E non gli dicono niente?

-          Saranno finocchi come te, non vogliono mischiarsi, loro sono diversi da questi qua. Saranno finocchi al gratin! …

-          Ma non te ne fotte niente!

-          …oppure quei finocchietti piccoli che si nascondono dentro i taralli, che si infilano tra i denti e rompono il cazzo!

-          ….

-          No! non me ne fotte niente, non in questi termini.

-          E sentiamo che faresti allora

-          Quello che faccio, mi fotto tutti quelli che mi piacciono. Quello ti sta guardando potresti dargli una ripassata in darkroom … e ti rilassi!

-          Io queste cose non le faccio, lo sai, io voglio i sentimenti.

-          E il gay pride…

-          Tu non capisci

-          Impossibile …

-          Io voglio una vita con una famiglia, un uomo che mi ami e che mi stia accanto tutta la vita, e voglio pure un figlio!

-          Legittimo, un po’ standard, ma legittimo, impraticabile in Italia … non di quest’epoca…

-          E allora bisogna combattere, far sentire la nostra voce, andare in piazza!

-          … anacronistico, ma legittimo

-          Mi stai pigliando per il culo.

-          No, non sono io, magari questo dietro con la camicia viola.

-          Smettila

-          Ehehe

-          Ma tu che vuoi?

-          Le stesse cose che vuoi tu, per te se le desideri, e per me per poter scegliere. Ma la questione non è solo il gay pride, è l’italia che sta nella merda e sceglie quella che caga il nanetto.

-          Esotico e massimalista! Che cazzo c’entra.

-          È che tu vuoi la festa del Gay Pride, e poi vai a casa a sognare quello che non c’hai. Prenditelo se hai coraggio. Vattene da qui.

-     Andarsene?

-     SI!

-          Forse hai ragione.

-         

-         

-          Andiamo

-          Si, che mi so stancato a fare la bella statuina … si và.

 

 

 

Pride

9Maggio, 2008

Soundtrack:sexual revolution/Macy Gray

 

 

Al bar AL & Tung

 

-          hai letto di Alemanno

-          si

-          che ne pensi?

-          Che l’ara pacis non si tocca, Meyer s’è giustamente indignato… eppoi ha dovuto fare pure l’esame all’albo, ché l’Italia non gli riconosceva il fatto di essere architetto. Surreale!

-          No, no! Parlo del gay pride

-          Beh, non dice una cosa inesatta

-          Ma che dici?

-          Che il Gay pride è manifestare ostentatamente il proprio orientamento sessuale.

-          Mai sei come quelli di destra? Vuoi che ci mettiamo tutti in giacca e cravatta?

-          Beh non sarebbe male, guarda quello: c’ha dei maniglioni antipanico al posto dei fianchi e si ostina a mettere magliettine strech, inchiavabile!

-          Me ne frego di quello, voglio capire se tu stai con loro o con noi?

-          Stiamo costruendo barricate?

-          Quanto mi fai incazzare quando fai l’esotico, comunque SI! Voglio costruire barricate.

-          Mica ho scelto di essere finocchio?

-          Gay si dice GAY, eppoi che c’entra sta storia della scelta?

-          C’entra nei termini in cui io sono esattamente così, non l’ho scelto, eppoi fai presto ad arrivare al dunque, voglio farmi fare un pompino da quellollà con le mutande arancione e blu…

-          Vabbè non sai che dire

-          Una birra

-          Ordini una birra mentre sto parlando?

-          Ho sete

-          Per me un jack daniel’s liscio

-          Ma tu ci sei mai stato al gay pride?

-          No, non ho creduto che … mi rappresentasse…

-          Non pensi di essere come quelli li?

-          Beh no, si…

-          È questo il punto, tu costruisci barricate dalla sponda del tuo letto, stai tutto il giorno a cofecchiare con quelle frocette delle tue amiche in chat a parlare della bomboniera di tizio, del palo di caio; quello è passivo, quello è attivo, quell’altro è un trans… è tutto un discriminare! vuoi la lotta? E allora mettiti a quattro zampe su quel tavolo e fatti sbattere da quell’orsacchitto lì, senza sentirti una femminuccia. Vai dal salumiere e digli che sei GAY. Questa DEVE essere una manifestazione di ostentazione sessuale, qualunque manifestazione è ostentare!

-          Stai nervoso?

-          No, ma vado a sgranchirmi l’uccello, con quello …

 

  to be continued….

 

 

 

Viva l’Italia

5Marzo, 2008

Soundtrack: Vival’italia/F.DeGregori  

Sono tornato!

Sono incazzato come una salamandra peruviana! 

Fatto primo: per il viaggio, in alternativa al pompino insperato, mi decisi a dedicarmi alla lettura per snellire le nove ore di treno (andata e ritorno).Gironzolando nel chiosco del giornalaio prendo Repubblica e un’appendice di Micro Mega: “va de retro satana” editoriali, lettere e scritti sulla/della chiesa e il papa. Impressionante! leggere tutto in fila di fatti che pure conosco mi ha raggelato il sangue: siamo in piena inquisizione, tra un po’ appiccano i roghi!

È possibile che solo in Italia “Stato laico” sia considerato un insulto o una bestemmia (appunto)?

Come se non bastasse, oggi leggo che la chiesa a Madrid, come capo della conferenza episcopale, ha nominato un super prelato per contrastare Zapatero, alla vigilia delle elezioni. Incominciano ad arruolare le crociate!  

Fatto secondo: dopo un’intera giornata ad esercitare le arti professionali, mi rintano, dopo la cena di lavoro, che seguiva il tea di lavoro, che seguiva il pranzo di lavoro, che precedeva il caffè di lavoro… in camera a riposare.Il portiere di notte non mi ha seguito in preda a convulse voglie sessuali, quindi accendo la TV.

Canale cinque, Matrix.

Non vedo il faccione di Mentana, che con ritmo lessicale incomprensibile racconta di cose scarsamente interessanti, ma quello di una agitata signora che dice cose che dapprincipio non capisco.

Mi intenerisco, la signora piange ininterrottamente.

Mi tolgo le calze e faccio ipotesi su chi possa essere la povera disgraziata. Mi metto a letto, mi accendo una sigaretta con senso di colpa (in albergo non si fuma), e raggiungo con la mano il compagnuccio che il portiere di notte non ha voluto conoscere.

Mi concentro: la signora in questione è  Rosa Bazzi autrice insieme ad Olindo Romano della strage di Erba.

La “stragista” racconta, come se stesse dallo psicanalista, di come il suo senso di onnipotenza cresceva ogni qual volta dava una coltellata, mimandone all’occorrenza la gestualità.  Una voce fuori campo, riassumeva pacatamente, i fatti salienti, come fosse un’interprete inespressivo.

Ho spento la TV.

Voglio ringraziare la redazione tutta di Matrix, Mentana compreso, per due motivi: il primo che non abbiano fatto la ricostruzione/fiction del fatto, “il corpicino”, “l’arma del delitto”, “i corpi dilaniati” non avrei voluto vederli. Il secondo è di aver dimostrato ancora una volta ben bene, cos’è il giornalismo. Ma anche se si fossero trovati lì, per caso, e quella disgraziata della Bazzi avesse acceso la telecamera per confessare, perché loro, dopo, visto il contenuto, non hanno bruciato il filmato?

Perché?

Mi viene da vomitare!  

Fatto terzo: sfogo. Mi sono triturato i coglioni a pezzettini piccoli piccoli di sentirmi come il parente scomodo perché napoletano. Me li hanno marinati con il limone e pezzetti di aglio perché ogni volta che vado al north  mi chiedono della “munnezza” di Napoli come se stessero chiedendo del congiunto malato di cancro. Me li hanno definitivamente cotti al ragù (cottura dodici ore) perché usando un termine dialettale si fanno due operazioni: la prima dire con chiarezza questo è solo un problema di Napoli al massimo della Campania: di chi quella lingua parla. Chiarisco, questo è un problema ITALIANO punto. Secondo: tonnellate e tonnellate di rifiuti solidi urbani e TOSSICI li si fa diventare con un vezzeggiativo esotico,  argomento di discussione da salotto: QUESTA é MMERDA CHE PUZZA portatevela a casa, se la volete chiamare munnezza e coccolatevela!  

Arrivederci.