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Soundtrack: army on me/feat.grisbi  

Domani parto, vado a Bologna per lavoro.

 I treni mi mettono sempre un po’ di agitazione, scatenano l’adrenalina. A pensarci bene, il viaggio in treno,  ha in se un numero indefinito di possibilità, incontri, scambi, seduzioni; magari è questo che mi elettrizza.

Qualche anno fa, quando ero giovanotto e un po’ boccalone, si narrava di un certo treno, tipo il ROMA_MILANO delle 8:15, in cui succedevano cose inenarrabili (ma c’era sempre chi le  raccontava con dovizia di particolari). Una specie di immensa darkroom dove bastava un’occhiatina, un cenno indistinguibile, che si finiva a trombare finanche sul lunotto del treno.

Il pompino del capotreno, il culo dell’acquafrescaio, l’uccello del militare in congedo … insomma un campionario di meravigliose sozzerie che ti faceva venire la voglia di comprare un biglietto a chilometraggio illimitato.

C’è anche chi il viaggio lo ha fatto a scadenza bisettimanale.

Io nella mia vita ho viaggiato parecchio, e spesso questa tratta da solo. Manco a dire che sia una tipo distratto, ma il mio libricino delle esperienze sessuali trenesche rimane vuoto, miserrimamente bianco.

Quando lamentavo della mia scarsa esperienza nei “luoghi comuni”, i miei amici, quelli che trombavano pure in sacrestia, mi dicevano che io ho un difetto ovvero che a me non si vede! Non si vede cosa (?), vi domanderete, non si vede che sono finocchio! 

Dramma.

L’assioma si enuncia da solo: chi è “normal” non solo, quindi, non tromba in treno, ma nemmeno un’acchiappo in autobus, una palpatina in aeroporto, una strizzata d’occhio in nave, un succhiotto sullo sky lift!

Il treno è una fucina di grandi possibilità, incontri, scambi, seduzioni: domani sarà un lungo viaggio, porterò con me un libro.