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 Soundtrack:Everybody hurts/Rem

Andare ad un appuntamento di lavoro con un segno cheyenne di barba sulla guancia, avendola fatta a memoria ed accorgersi che la memoria, alle volte, fa cilecca.

Promettere una regalino alla tua nipotina, e dimenticarsene, e vedere la sua faccia che ti viene incontro abbracciandoti. E sentire un dolore sottile che ti scava la ruga sulla fronte.

Capire che il tempo passa, velocemente, e che le cose non ritornano, e che l’amore, la cura, le coccole come i nomignoli non rendono + pago il progetto.

Inciampare in una foto di una nuca familiare, e chiuderla immediatamente perché il dolore avvampa improvviso.

Cercare il mantello, la tuta, lo stemma sul petto, i superpoteri tra le mani e sapere che non ci sono, per rimanere atterra senza ali…

E trovare l’alternativa, quella che non c’era nel delirio dei se. 

L’alternativa è vivere. Vivere comunque, vivere nonostante, in ogni modo; senza, vivere con.

Vivere frattanto di lato, al centro e attraverso. Sopravvivere, sebbene… vivere lentamente, singhiozzando, vivere nel frattempo.

Vivere intanto che si è nudi e senza pelle, con le braci di questo inferno che bruciano il culo e i palmi delle mani.

Vivere sbraitando, vivere durante.

Vivere malgrado; per quanto, benché… vivere. 

 

A martedì.