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Soundtrack:va tutto bene/Resound

 Oggi è mercoledì. Il mercoledì è il giorno Freud.

È da tutta la settimana che un trapano, punta otto per l’acciaio, trafora pericolosamente il mio testone riccioluto. Un pensiero assillante.

 

Entro, saluto, mi tolgo le scarpe, mi stendo, accendo una sigaretta e comincio a montare una annosa teoria sul Sé. Questa volta ho le prove: scelte, comportamenti e dolori. Sono certo: ho la malattia, e voglio la pillola.

(Sono quattro anni che chiedo una pillola ma LUI non me le da).

Mi arriva la solita voce dietro la nuca, una domanda secca.

 

Te lo ricordi quel gioco che era di moda negli anni ottanta che si montavano tutte le tesserine lungo un percorso e poi dopo tre giorni a costruire percorsi complicati il divertimento era quello di far cadere la prima tesserina e in tre minuti secchi tutto cadeva rovinosamente?  Ecco, la domanda ha avuto questo effetto: la costruzione è caduta miseradamente!

 

Quello stronzo riesce sempre a minare le fondazioni!  Sarrà che lo pago per questo?

Mi sono ammutolito, non ho + parlato per 20 minuti.

Nel frattempo che cercavo di ricomporre i pezzi sparsi della mia teoriola cercando di riordinarla in una versione + convincente, mi accorgo che non arriva la solita frasetta di rito.

Il respiro è pesante … cadenzato …. insolito.

Dorme?

Mi giro di soppiato…

Gambe accavallate, la testa appoggiata nel palmo della mano e gli occhi inequivocabilmente CHIUSI!

DORME!

Il fatto non ha avuto eco, tenerezza apparte.

E allora ho capito: sarrà che oggi sò pure primula di maggio, ma di certo non narcissus!