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Soundtrack: the tourist/Radiohead

 

Napoli, Bologna.

Bologna Napoli.

Napoli-Bologna-Napoli, senza sosta con i pranzi pagati e le notti in albergo. I treni, i ristoranti, i menu turistici, le lenzuola di un cotonazzo rigido, scomodo.

Sono senza le mie cose, mi sento spaesato, ancora di + che dopo aver lasciato R**.

La distanza è  vuota, le facce e le voci assomigliano, ma senza sorpresa, a quei tratti al neon nei paesaggi notturni delle cartoline di un estate che non riconosco più.

Sono solo, singolo, nessun passo gemello accanto al mio, nessun abbraccio consolatorio nelle ore della tempesta. Nessuna tristezza per questo, nessuna profondità trovata con la pala della sofferenza: è un fatto, null’altro che un fatto; che non torce le budella, che non scioglie lacrime, che non cerca soluzione. Nemmanco il telefono muto di parole sciroppate mi inquieta … so prendermi quello che voglio quando lo voglio, diversamente nessuna spiegazione, nessun dolore.

 

È tempo di lavoro, questo. Dirigo “l’orchestra” col sopracciglio alzato, le direttive gentili, i vaticini inappellabili, e paura e entusiasmo insieme. Chissà che sarà. Chissà se sarà come io l’ho pensato. Chissà se chi lo ha accettato trascinato dall’entusiasmo e dalla passione, la mia, lo riconosce, lo accoglie.

Le risposte però le rimando al 6 agosto…

 

Sono stanco, certo che si … E le parole alle volte non mi vengono, a volte non riescono a fermare i pensieri veloci e quando posso mi sguinzaglio nel mondo, indomito. E non c’è spazio per null’altro…

Nemmeno per il blog.

 

Questo blog è il viottolo di Pollicino, quella che gli è servito per tornare a casa. Lancio granelli di pane, e pietroline, e parole e segnali, una lunga scia che ha svelato il mio rifugio nel bosco, sono stato stanato. Scoperto. Cercato. Voluto, forse.

E  l’orco cattivo che mi ha trovato?

Ma dov’è l’orco cattivo? Sta nella fame atavica di chi sbrana feroce? o nella inconsapevole certezza di chi vuole la propria carne lacerata dalla voracità del desiderio?… lanciando ancora un altro sassolino bianco.

Non lo so, ma ho paura di ritornare a casa senza il bottino e invece realizzare la mirabolante morte di Jean-Baptiste Grenouille.

 

Mi sono allontanato per un po’, guardandolo da lontano.

 

Organizzo ogni giorno una vacanza diversa, è ché sono solo e posso permettermelo, e ché l’unica condizione che ora riesco a contemplare.

 

… e mi piace viziarmi, coccolarmi, concedermi cose …

 

Forse andrò in vacanza a Barcellona, con un progetto segreto, ma anche no.

 

Forse in vacanza con F**, in Turchia (?), ma non so.

 

Magari a Stromboli con Lucy, in una meravigliosa atmosfera da pic-nic scanzonata e leggera.

 Magari aspetto un altro po’, magari dopo il 6.